Unione dei Comuni Terre del Campidano

Comuni di San Gavino Monreale, Pabillonis, Samassi, Sardara, Serramanna e Serrenti

San Gavino Monreale è una grossa cittadina situata nel cuore del Medio Campidano, sotto il castello del Monreale. La sua fama è dovuta all’ex fonderia ed al rinomato zafferano che vi si produce. Le sue origini risalgono all’epoca nuragica. Il paese prende il nome di San Gavino come conseguenza dell’insediamento dei primi abitanti intorno al villaggio di Nurazzeddu, che comprendeva una piccola chiesa dedicata a San Gavino. Il nome Monreale venne aggiunto in un secondo momento, durante la dominazione Spagnola, sotto il giudicato d’Arborea, per la vicinanza del paese al castello di Monreale.

Nel Medioevo San Gavino Monreale faceva parte della curatoria di Bonorzuli, circoscrizione del giudicato d’Arborea. In seguito venne conquistato dagli Aragonesi e in gran parte distrutto dalla guerra. Sin dalle sue origini San Gavino Monreale è sempre stato improntato alle attività agricole, soprattutto quella dell’ulivo, della vite e degli agrumi. Ciò nonostante, si è sempre contraddistinto dai vicini agglomerati per la coltivazione dello zafferano, favorito soprattutto dalle condizioni climatiche e biologiche. Già nella seconda metà del XV secolo, contemporaneamente a una forte crescita demografica, si assiste anche a un estensione di tale coltura nei campi, che raggiunse uno dei suoi massimi livelli produttivi. La produzione del suo “Oro Rosso”, infatti, copre la maggior parte della produzione nazionale. La lavorazione dello zafferano è rimasta intatta nel corso del tempo e si tramanda di generazione in generazione.

Foto dal satellite

Foto dal satellite

Panorama sangavinese

Panorama sangavinese

Casa Dona Maxima

Casa Dona Maxima

Il paese si caratterizza per una struttura urbanistica tipica dei centri a cultura agricola nei quali prevaleva la costruzione di case molto grandi con ampi cortili e con spaziosi ingressi ad arco. Nel centro storico è ancora possibile visitare alcune costruzioni create con il “ladiri”, antico materiale di costruzione. Nel paese inoltre sono diversi i punti di verde pubblico che permettono una ampia fruibilità ai bambini e agli anziani.